Museo Ideale Leonardo Da Vinci

La Giocondoclastia

Nell'anniversario della pubblicazione nel 1959 del Trattato Giocondologia sulla rivista Bizarre, il Museo Ideale presenta un "Omaggio a Jean Margat".

Nell’ambito della mostra consacrata alla Gioconda, viene presentato a Vinci presso il Museo Ideale Leonardo Da Vinci un "Omaggio a Jean Margat", in occasione dell’anniversario della pubblicazione nel 1959 del n° XI e XII della rivista Bizarre del suo Trattato di Giocondologia seguito da un trattato di Giocondoclastia, delle sue esercitazioni linguistiche e delle sue esercitazioni grafiche.

La mostra presenta una selezione di 15 lavori originali che sono stati riprodotti per la prima volta nel primo numero di Bizarre. Questi sono accompagnati da altre opere, più recenti, ma che sono la continuazione della stessa idea (un totale di 24, di cui alcune sono oggetti compositi).

Nel video si potrà vedere il lavoro di Margat con 231 elaborazioni.

Il pezzo più suggestivo di questa appropriazione disinvolta del capolavoro di Leonardo è la Giocondopedia: un paio di solette da scarpe tagliate in una riproduzione della Gioconda, che furono portate da Jean Margat il 22 aprile 1949 all’epoca di un viaggio di studi in Marocco.

Nel numero della rivista Bizarre, la "Giocondoclastia" riferita all’immagine della Gioconda, segue una sezione di "Giocondologia", per Margat una vera e propria scienza che ha per oggetto naturalmente la Gioconda.

A causa della sua formazione scientifica, Jean Margat, eminente studioso dell’acqua, usa spesso un vocabolario descrittivo preciso, che è intriso di scienze della terra: sfaldature, "giocondotomia".

La "Giocondologia", scienza "patafisica", studia la Gioconda come se si trattasse di un oggetto naturale, di un’entità concreta e materiale osservabile, di cui si renderebbe conto cancellando le sue qualità estetiche e artistiche. Planimetria, giocondometria, topologia, posizione geografica della Gioconda, radiografia rendono conto scrupolosamente dell’oggetto-Gioconda.

La Patafisica, che è una sovversione della scienza immaginata da Alfred Jarry, serve da modello di derisione seria alla Giocondologia come la usa abitualmente Jean Margat.

Per quanto riguarda la Giocondoclastia, essa è definita come un’applicazione sistematica dell’iconoclastia razionale. Il Trattato di Giocondoclastia è il "discorso del metodo" scientifico che serve da punto di riferimento ad applicazioni sistematiche giocondoclaste.

La "Giocondoclastia" è prima di tutto una pratica ludica che scarica un’aggressività latente sulla Gioconda, presa come bersaglio di un gioco al massacro sistematico.

Cinquant’anni dopo la pubblicazione de questi testi e di questi giochi di immagini, sembrava necessario collocare questa impresa per definirla e presentarla.

- Il primo omaggio di Jean Margat è anzitutto quello al celebre gesto dadaista di Marcel Duchamp che, nel 1919, aveva aggiunto dei baffi e una barbetta a una riproduzione della Gioconda formato cartolina postale (che l’aveva accompagnata con la scritta scherzosa L.H.O.O.Q., cioé "Elle a chaud au cul").

Se questa svolta ironica è il primo atto anticulturale di spirito "giocondista", perché non essere recidivi? Ma come prolungare il gesto inaugurale senza renderlo insipido?

- Jean Margat è rimasto poi colpito dagli Esercizi di stile di Raymond Queneau (pubblicati nel 1947), il quale nell’ambito letterario ha redatto una serie di versioni stilistiche a partire dallo stesso racconto.

L’idea di produrre in modo sistematico delle variazioni dello stesso oggetto di partenza come altrettanti esercizi è stata ripresa dall’opera di Queneau, e può quindi inscriversi più generalmente nel movimento letterario de L’OuLiPO (LaLePo = Laboratorio di Letteratura Potenziale).

Ma l’idea è stata spostata dal campo letterario all’ambito dell’opera d’arte e della riproducibilità tecnica, per esprimerci come Walter Benjamin.

Poiché questa volta, al posto di una stessa storia raccontata in tutte le maniere possibili, si tratta di partire da una sola e stessa immagine da modificare e variare in ogni modo: si parte dal fenomeno della riproduzione spostandosi dall’opera all’immagine.

E quale oggetto scegliere per compiere questa volta delle variazioni grafiche, e non più letterarie? La Gioconda, capolavoro di Leonardo, si è imposta tanto per la celebrità che per il modo con cui Marcel Duchamp l’aveva già trattata in modo irriverente.

Bisogna sottolineare tuttavia che il numero di Bizarre non presenta che delle variazioni di questa immagine: include ugualmente delle variazioni letterarie intorno alla parola "Gioconda": aforismi, locuzioni latine, parafonie sviluppate, "giocondonimie".

- Infine, dagli anni ’50, Jean Margat ha ceduto all’ossessione per la Gioconda attraverso la pratica di collezionista, il che l’ha portato ad accumulare oggetti e documenti di ogni specie: manifesti, pubblicità, rifacimenti grafici, disegni umoristici, caricature, variazioni artistiche di ogni genere, oggetti manufatti.

Ma tutti questi oggetti e questi documenti sono stati archiviati e classificati in modo da costituire una nuova forma di "giocondoclastia" spontanea, nella misura in cui l’immagine moltiplicata della Gioconda è stata banalizzata, deformata e spesso maltrattata.

È questa esplosione mediatica che si manifesta all’inizio degli anni ’60 con un’opera di Andy Warhol, Trenta sono preferibili a una (1963). Quando la post-modernitò gioca con i classici, pur non essendo talvolta facile distinguere l’omaggio dalla derisione, è utile ma anche piacevole rifarsi a un tentativo già antico di giocare con Monna Lisa, sognando sulla Giocondoclastia, circostanza incompresa della persistenza della Gioconda nell’arte del XX secolo, e perfino oltre.

Bibliografia

- N. XI, XII di Bizarre, maggio 1959, Jean-Jeacque Pauvert, Paris.
- Les 100 Sourires de Monna Lisa, catalogo della mostra, testo di Jean Suyeux “Jean Margat, giocondologo e giocondoclasta”, pp. 242-243, Tokio, 2000, Nihon Keizai shimbun.
- La Joconde éclatée, riedizione del Traité de Jocondoclastie di Jean Margat. Presentazione di Marc Décimo, Enrico Sturani e Claire Margat, con un DVD sui lavori giocondoclasti di Jean Margat e il film del 1957 (“La Gioconda storia di un’ossessione”, con testo di Boris Vian), 2007, Edizioni La Maison d’à côté, Bruxelles.

Mostre che hanno utilizzato il fondo giocondoclasta di Jean Margat e/o presentato le sue opere.

1988 (Sett.-Dic.) VRAIMENT FAUX
Fondazione Cartier, Jouy-en-Josas
Ripresentata nel 1991 a Milano “Veramente false” e a Monaco “Echt Falsch”

1994 (Febb.-Marzo) Collections de, Nantes

1997 (maggio) Le Mythe de la Joconde, Salone Internazionale del Libro e della Stampa, Ginevra

1999 (febbraio - marzo) La Joconde et l’humour, St. Gervais - Festival Internazionale dell’Humour

2000 (gennaio - agosto) Les 100 Sourires de Monna Lisa, Tokyo, Metropolitan Art Museum - Shizuoka, Hiroshima

2001 (luglio - ottobre), Jocondissima 3 expositions: les zavatarts de Monna Lisa, une femme sous presse, Jocondes à la folie, Cholet

2007 (luglio - dicembre) La Joconde inattendue, Clos Lucé, Amboise
(Mostra realizzata in collaborazione con il Museo Ideale Leonardo Da Vinci)